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Premessa

Nella gestione ordinaria dell’impresa, l’attenzione si concentra spesso sui clienti, sul fatturato, sugli incassi e sulla marginalità.

Meno frequentemente si guarda con lo stesso metodo al lato fornitori.

Eppure, per molte PMI, la continuità operativa dipende in modo rilevante da pochi soggetti: fornitori di materie prime, componenti, lavorazioni esterne, servizi tecnici, logistica, software, manutenzioni, energia, consulenze specialistiche o attività in outsourcing.

Quando uno di questi fornitori diventa difficilmente sostituibile, il rapporto non è più solo commerciale. Diventa un fattore di rischio aziendale.

Non tutti i fornitori hanno lo stesso peso

Un fornitore strategico non è necessariamente quello con il volume di acquisti più elevato.

Può essere anche un soggetto che fornisce un componente essenziale, una lavorazione non facilmente replicabile, un servizio tecnico critico, una piattaforma informatica, un’attività necessaria per rispettare tempi di consegna o un materiale con tempi lunghi di approvvigionamento.

Per questo la valutazione non dovrebbe basarsi solo sull’importo delle fatture.

Occorre chiedersi quale impatto avrebbe l’interruzione del rapporto.

Se un fornitore non consegna, aumenta i prezzi, riduce le dilazioni, chiede pagamento anticipato, cambia condizioni, interrompe il servizio o entra a sua volta in difficoltà, l’impresa è in grado di reagire?

La risposta a questa domanda è spesso più importante del dato contabile.

Dipendenza operativa e continuità aziendale

La dipendenza da pochi fornitori può incidere direttamente sulla tesoreria e quindi continuità dell’attività.

Un ritardo nella consegna di materie prime o componenti può bloccare una linea produttiva, rallentare gli ordini, generare penali verso clienti, aumentare i costi o costringere l’impresa ad acquistare in urgenza a condizioni peggiori.

Nei servizi, la dipendenza può essere meno visibile ma altrettanto rilevante.

Si pensi a software gestionali, infrastrutture digitali, manutenzioni tecniche, logistica, certificazioni, consulenze operative o servizi esternalizzati senza i quali l’impresa non riesce a lavorare con regolarità.

Il rischio non è solo che il fornitore venga meno.

Il rischio è non averlo previsto.

Effetti su marginalità e liquidità

La concentrazione su pochi fornitori può avere effetti anche economico-finanziari.

Se l’impresa dipende da un soggetto che può imporre aumenti di prezzo, ridurre sconti, modificare tempi di pagamento o richiedere anticipi, la marginalità può ridursi rapidamente.

Allo stesso modo, condizioni di pagamento più rigide possono generare tensioni di cassa, soprattutto se l’impresa incassa dai clienti con dilazioni più lunghe rispetto ai tempi concessi dai fornitori.

In questi casi, il problema non è solo contrattuale.

È anche finanziario.

La sostenibilità del modello di business dipende dalla capacità dell’impresa di mantenere equilibrio tra tempi di incasso, tempi di pagamento, margini e fabbisogno di capitale circolante.

Il collegamento con gli adeguati assetti

Il monitoraggio dei fornitori strategici rientra in una logica più ampia di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati.

Un’impresa dovrebbe essere in grado di rilevare non solo i dati economici e finanziari, ma anche i principali rischi operativi che possono incidere sulla continuità dell’attività.

Questo significa disporre di informazioni aggiornate su:

  • fornitori critici;
  • concentrazione degli acquisti;
  • tempi medi di pagamento;
  • esposizioni scadute verso fornitori;
  • condizioni contrattuali;
  • alternative disponibili;
  • tempi di sostituzione;
  • impatto sul ciclo produttivo o commerciale;
  • eventuali dipendenze tecniche, digitali o logistiche.

Non serve necessariamente un sistema complesso.

Serve però una lettura ordinata e periodica.

Contratti, condizioni e alternative

La gestione dei fornitori strategici non può limitarsi al rapporto operativo quotidiano.

Quando un fornitore è rilevante per la continuità dell’impresa, è opportuno verificare anche il contratto o, se manca un contratto formalizzato, le condizioni effettivamente applicate.

Alcuni aspetti meritano attenzione:

  • durata del rapporto;
  • condizioni di recesso;
  • tempi di consegna;
  • livelli minimi di servizio;
  • responsabilità in caso di ritardi o difetti;
  • revisione dei prezzi;
  • condizioni di pagamento;
  • proprietà di materiali, stampi, disegni, file o attrezzature;
  • obblighi di riservatezza;
  • possibilità di ricorrere a subfornitori;
  • gestione delle urgenze o delle interruzioni.

In parallelo, l’impresa dovrebbe chiedersi se esistono alternative realistiche.

Non sempre è possibile duplicare ogni fornitura. Ma conoscere tempi e costi di sostituzione consente di non arrivare impreparati.

Quando il rischio diventa visibile

Alcuni segnali meritano particolare attenzione:

  • aumento improvviso dei prezzi;
  • riduzione delle dilazioni di pagamento;
  • richieste di pagamento anticipato;
  • ritardi ricorrenti nelle consegne;
  • peggioramento della qualità;
  • difficoltà di comunicazione;
  • concentrazione eccessiva su un solo fornitore;
  • assenza di contratti scritti;
  • dipendenza da materiali o componenti difficili da reperire;
  • mancanza di fornitori alternativi qualificati;
  • esposizioni scadute verso fornitori strategici.

Questi elementi non indicano necessariamente una crisi imminente.

Indicano però che il rapporto deve essere presidiato.

Conclusioni

I fornitori strategici non sono soltanto una voce del ciclo passivo.

Sono parte della struttura operativa dell’impresa.

Una loro criticità può incidere su produzione, consegne, margini, liquidità, rapporti con clienti e continuità aziendale.

Per questo la dipendenza da pochi fornitori dovrebbe essere monitorata con metodo, soprattutto nelle PMI che operano con filiere complesse, tempi stretti, componenti specifici o lavorazioni esterne difficilmente sostituibili.

Individuare i fornitori critici, verificare le condizioni contrattuali, valutare alternative e leggere l’impatto economico-finanziario del rapporto non significa appesantire la gestione.

Significa ridurre l’esposizione dell’impresa a rischi che spesso emergono solo quando è troppo tardi.

 

POLARIS assiste le imprese nell’analisi dei rapporti con fornitori strategici, nella valutazione dei rischi operativi e finanziari e nella revisione della contrattualistica d’impresa.

 

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