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Premessa

Quando un cliente ritarda il pagamento di una fattura, l’impresa tende spesso a concentrarsi sul sollecito, sul recupero del credito o sulla negoziazione di un piano di rientro.

È comprensibile.

Tuttavia, prima ancora di chiedersi come recuperare il credito, è opportuno verificare se quel credito è documentato in modo adeguato.

Contratti, ordini, conferme d’ordine, documenti di trasporto, rapportini di intervento, stati avanzamento lavori, corrispondenza, fatture ed estratti conto possono diventare decisivi quando il ritardo si trasforma in insolvenza o quando il cliente accede a una procedura concorsuale.

In quel momento non basta sapere di avere ragione. Occorre essere in grado di provarlo.

La tutela del credito commerciale, quindi, non nasce solo nella fase patologica del rapporto, ma nella gestione ordinata della documentazione già durante l’esecuzione della fornitura o del servizio.

Non basta sapere di avere un credito

Nella gestione ordinaria dell’impresa, il credito verso un cliente viene spesso percepito come un dato semplice: una fattura emessa, un pagamento non ricevuto, uno scaduto da sollecitare.

In sede concorsuale, però, il credito deve essere provato.

Può essere necessario produrre contratti, ordini, conferme d’ordine, documenti di trasporto, rapportini di intervento, stati avanzamento lavori, corrispondenza, estratti conto, eventuali riconoscimenti del debito e ogni documento utile a dimostrare origine, consistenza ed esigibilità della pretesa.

Il problema emerge soprattutto quando il rapporto commerciale è stato gestito in modo informale, con ordini telefonici, accordi via email non ordinati, consegne non tracciate o condizioni economiche non chiaramente formalizzate.

La qualità della documentazione incide sulla tutela del credito

Una domanda di ammissione al passivo deve consentire agli organi della procedura di verificare il credito.

Più il fascicolo documentale è chiaro, completo e coerente, più è agevole ricostruire la posizione del creditore.

Al contrario, documentazione frammentaria, incompleta o contraddittoria può determinare contestazioni, richieste di integrazione, riduzioni dell’importo richiesto o mancato riconoscimento della prelazione invocata.

Il tema diventa ancora più delicato quando il creditore chiede l’ammissione in privilegio.

In questi casi non è sufficiente provare l’esistenza del credito: occorre anche dimostrare i presupposti del titolo preferenziale richiesto.

Prepararsi prima dell’insolvenza del cliente

La tutela del credito non dovrebbe iniziare solo quando il debitore è già in procedura.

Per molte imprese è utile adottare una gestione più ordinata della documentazione già durante il rapporto commerciale.

Ciò significa conservare in modo strutturato:

  • contratti e condizioni generali applicate;
  • ordini, conferme d’ordine e preventivi accettati;
  • documenti di trasporto e prove di consegna;
  • rapportini, stati avanzamento lavori o documentazione tecnica;
  • corrispondenza rilevante con il cliente;
  • fatture, estratti conto e scadenziari;
  • eventuali piani di rientro o riconoscimenti del debito;
  • garanzie, fideiussioni o altri strumenti di tutela.

Questa attività non serve solo in caso di procedura concorsuale.

Serve anche a monitorare meglio lo scaduto, valutare il rischio cliente e intervenire prima che il deterioramento del credito diventi irreversibile.

Il collegamento con lo scaduto clienti

Un credito scaduto da molto tempo non è solo un problema di incasso.

È anche un segnale informativo.

La sua gestione dovrebbe essere accompagnata da una verifica documentale: da dove nasce il credito, quali documenti lo provano, quali contestazioni sono state sollevate, quali iniziative sono state intraprese e quali possibilità di recupero esistono.

In assenza di questa ricostruzione, l’impresa rischia di trovarsi impreparata proprio quando occorre agire con tempestività.

Conclusioni

La domanda di ammissione al passivo è un momento tecnico, ma la sua efficacia dipende spesso da come il credito è stato gestito prima.

Contratti, ordini, consegne, corrispondenza e documentazione contabile non sono semplici archivi amministrativi.

Sono strumenti di tutela.

Per questo, soprattutto nei rapporti commerciali rilevanti o continuativi, è opportuno che l’impresa costruisca nel tempo un fascicolo documentale ordinato, capace di sostenere la propria posizione in caso di insolvenza del cliente o apertura di una procedura concorsuale.

 

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